Skip to main content

In viaggio con il “Tarot de Marseille”

Il Tarot affonda la sua genesi nelle profondità del tempo: i primi giochi iniziano ad apparire agli albori del 1500 tuttavia, bisognerà aspettare quasi 200 anni per avere il gioco “definitivo” così come lo conosciamo ora. Con il grande fermento culturale e la ricchezza delle corti del tempo che iniziano ad ospitare gli artisti con la loro arte, fatta di intuizioni e di ispirazioni, i concetti espressi a livello filosofico e religioso prendono forma soprattutto nel campo immaginale. Le prime carte, infatti, ritraevano scene e personaggi che richiamavano alla mitologia, agli eventi sociali e ai ruoli della gerarchia di potere politico, religioso e famigliare. Esse non avevano ne numeri per ordinarle né denominazione per identificarle, era la sola immagine a parlare di sé ad aprire a sua volta la strada verso il proprio significato primo.

Condensato in 78 carte il gioco del Tarot si compone di 22 trionfi, oggi conosciuti come Arcani Maggiori, 40 Valori e 16 figure, questi due ultimi gruppi invece oggi sono conosciuti come Arcani minori.  Vorrei portare però l’attenzione agli Arcani maggiori, le loro immagini infatti vestono gli archetipi di cui sono portatori. Gli archetipi nelle varie tradizioni sono riconosciuti essere i 22 principi primi ma anche ultimi che strutturano la realtà in cui sei immers@ proprio adesso. 

Ecco perché lavorare con il Tarot apre delle porte verso le proprie profondità così da portarvi la luce della comprensione. Questo linguaggio “immaginale-archetipico”, proprio del Tarot e in special modo degli Arcani maggiori, ti porta là dove non puoi arrivare con l’aspetto analitico. L’inconscio, infatti, non risponde alla lingua parlata e ai concetti logici, il suo codice diviene chiaro ad un’energia propriamente femminile che pone le sue fondamenta nella ricezione e nella contemplazione della bellezza come fattore di innesco di un’apertura spontanea del proprio sistema interiore. E gli ideatori di questo “libro” a pagine mobili secondo me capirono che per accedere alla bellezza ci vuole anche leggerezza e questa viene spesso favorita da un atteggiamento ludico, quasi di divertimento. Il Tarot chiede solo di essere consultato affinché ti possa raccontare di te e del mondo che ti circonda: le carte ogni volta ti presentano sequenze variabili a seconda della domanda postagli, dandoti così la possibilità di accedere nel tuo “presente luogo” magico in cui diventi creatrice o creatore del tuo avvenire. 

  • Visite: 339